PENSIONE ANTICIPATA

L’anticipo pensionistico
Il pacchetto di misure messo dal sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, in collaborazione con il ministro Giuliano Poletti, e sottoposto ai sindacati prevede la possibilità di andare in pensione fino a 3,7 anni prima grazie all’anticipo pensionistico (Ape), che sarà finanziato con un prestito, erogato dalle banche e restituito dall’interessato in 20 anni a rate. In questo modo l’operazione impatterà in modo limitato sui conti dello Stato (circa 5-600 milioni). Il taglio sulla pensione determinato dalla rata del prestito da restituire dovrebbe essere attutito tramite detrazioni, anche sotto forma di bonus, per le persone più in difficoltà (in primis disoccupati di lungo corso e disabili) e dovrebbe essere a carico delle aziende in caso di pensionamenti per ristrutturazione. Con l’Ape l’uscita anticipata sarà possibile grazie un prestito garantito dalle banche ed erogato al lavoratore attraverso l’Inps che dovrà essere rimborsato a rate in vent’anni, interessi compresi, senza garanzie reali a carico del beneficiario. Secondo lo schema elaborato dai tecnici della cabina di regia economica di Palazzo Chigi, guidata dal sottosegretario Nannicini, L’Inps avrà anche il compito di certificare preventivamente la posizione previdenziale del lavoratore e l’eventuale diritto ad usufruire dell’anticipo pensionistico. Le assicurazioni dovrebbero essere chiamate a coprire il rischio di morte prima della scadenza del prestito. Il costo dell’ammortamento sarà diverso a seconda dei beneficiari.

L’anticipo pensionistico non costerà nulla ai disoccupati e ai lavoratori in condizioni disagiate, mentre oscillerà tra i 50 e i 60 euro al mese per 20 anni per chi percepisce una pensione di 1.000 euro e lo richiederà per un anno. beemhoney_ape_pensione_anticipata_consulenza_pianopersonale

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